Gadda (Iv) alla Camera: “Meloni non receda sulle riforme avviate, come per il Terzo settore”

ROMA – “In un contesto sociale ed economico così difficile per famiglie e imprese, dobbiamo smettere di pensare che ogni governo che cambia debba eliminare tutto quello che ha fatto il governo precedente”. Lo ha detto ieri Maria Chiara Gadda, deputata del Varesotto e segretaria d’aula di Azione-Iv, nel corso del dibattito alla Camera sulla fiducia.
“Dobbiamo chiederci – ha continuato – quali misure hanno funzionato, e quindi implementarle, e quali invece non hanno funzionato. E’ un atto di serietà. La presidente Meloni ha detto che la povertà non si combatte con l’assistenzialismo. Vero, noi criticando il reddito di cittadinanza abbiamo sempre difeso la necessità di trovare i giusti strumenti per conciliare politiche attive del lavoro e misure di sostegno al reddito, soltanto chi è abituato a fare macchiette dell’avversario può pensare che si sia insensibili alle persone che vivono in povertà. Ora al governo spetta la prova dei fatti.” “Bisogna sciogliere le catene che hanno tenuto l’ascensore sociale bloccato e che oggi è diventato un elastico, con persone che oscillano in prossimità della soglia di povertà anche in presenza di lavoro. La demagogia strumentale porta a non distinguere tra le diverse forme di povertà, economica, educativa, sanitaria. “Chiedo a Giorgia Meloni e al suo governo di non recedere sui capisaldi di alcune riforme importanti avviate, come quella del Terzo settore. Il non profit viene spesso citato solo nella sua dimensione riparativa nelle situazioni di emergenza, ma è necessario ricordare quanto le attività di interesse generale svolte generino valore economico oltre che sociale. Parliamo del 5% del Pil, di quasi un milione di lavoratori e di oltre cinque milioni di volontari. Su questa impostazione il governo ci troverà come opposizione costruttiva”, ha concluso.
(foto: la parlamentare locale, Maria Chiara Gadda, durante il suo intervento ieri alla Camera)
26102022