Chiara Angaroni racconta il suo “viaggio” tra i restauri, gli affreschi e la storia di San Francesco

SARONNO – “In qualità di presidente della commissione Cultura sono stata invitata ad ammirare l’eccellente lavoro di restauro nella Chiesa di San Francesco”
Inizia così l’intervento di Chiara Angaroni che racconta la sua visita in uno degli edificio di culto più antichi di Saronno: “Ad accogliermi la restauratrice Federica Bruschi. Il direttore dei lavori è Carlo Mariani. Sono stata accompagnata in questo “piccolo viaggio” dall’artista saronnese Sabrina Romano’ la quale mi ha parlato del valore artistico dei dipinti. Lo chiamo viaggio perché è stato bello addentrarmi in un mondo nuovo e scoprire quanto lavoro implica il restauro delle opere d’arte.
Federica lavora come restauratrice dagli anni ’80 e ci racconta di come sia emozionante ridare luce nuova a dipinti che lo scorrere del tempo ha rovinato o sporcato, scoprendo, a volte, dettagli molto preziosi: un orecchino, le piume dell’elmo di un centurione, le pieghe di un vestito.
Saronno può vantare un patrimonio artistico di grande qualità che merita di essere conosciuto in tutto il suo splendore.
I restauratori sono arrivati alla fase finale del Ritocco Pittorico degli affreschi del lato destro e sinistro della navata centrale e della controfacciata.
Si tratta di dipinti che raffigurano scene della vita di San Francesco e Sant’Antonio. Sono datati 1678, le opere sono dell’artista saronnese Legnani che aveva una bottega in città. Si pensa che anche il figlio, il famoso Legnanino, allora diciassettenne, avesse contribuito anche se in maniera minore ad affrescare la Chiesa.
Si tratta del terzo restauro nell’arco di 60 anni. Bruschi spiega che il lavoro di restauro consiste nella pulitura, nel consolidamento dell’intonaco, nella stuccatura e nel ritocco pittorico. Il lavoro è abbastanza faticoso ma la soddisfazione finale è immensa quando gli affreschi appaiono più luminosi, i colori più vivi e si scoprono quei dettagli anatomici, particolari dei vestiti o piccoli oggetti che lo scorrere del tempo, l’inquinamento ed il fumo delle candele avevano celato.
La controfacciata, invece, è un bel Barocco settecentesco ed è rappresentata la prosecuzione della navata dando proprio un effetto di profondità. Fanno da cornice motivi floreali. Gli artisti furono probabilmente i Fratelli Mariani.
Nel 2018 fu invece restaurato l’altare: volta e presbiterio.
Oltre al nostro Santuario e alle sue note bellezze, San Francesco è un’altra perla di rara bellezza, motivo di lustro per la nostra città. Penso quindi a Platone che diceva che il Bello eleva lo Spirito perché il Bello è sinonimo di Bene.
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Commenti
Grande Angaroni e bravissimo il personale addetto al restauro