25 aprile, il discorso e commento dell’Anpi

SARONNO – “Anpi Saronno ringrazia tutta la cittadinanza saronnese che ha permesso la riuscita della Festa della Liberazione. Erano anni che non si vedeva un corteo del 25 aprile così partecipato e coeso sui valori della Resistenza, della accoglienza e della pace.
Un ringraziamento speciale per l’intervento di Isa Borroni e al suo impegno sociale attraverso la sua arte “resistente”, alla rappresentante del gruppo scout saronnese, alla staffetta Partigiana Ivonne Trebbi e alla relatrice Jole Garuti dell’Istituto Pedagogico della Resistenza e presidente dell’associazione Saveria Antiochia (Osservatorio Antimafia)”
Questo il bilancio della giornata del 25 aprile a Saronno tracciato da Anpi.
Di seguito riportiamo integralmente l’intervento di Claudio Castiglioni, presidente Anpi, durante le celebrazioni ufficiali del 25 aprile in piazza Libertà.
“In occasione delle Celebrazioni per il 25 aprile 2016 l’Amministrazione Comunale di Saronno ha affisso un manifesto nelle vie del centro saronnese, in cui è riportata una foto scattata proprio il giorno del 25 aprile di 71 anni fa. Nella foto si è voluto fermare l’attimo in cui i partigiani con i loro fazzoletti rossi al collo, entravano alla guida di un camion, proprio in questa piazza, circondati da una folla in festa, annunciando la fine della dittatura, della guerra e di tutte le sofferenze patite dopo più di un ventennio.
Settant’anni dopo, quella immagine della “memoria” interroga il presente: dove sono la libertà, la giustizia, la solidarietà, la pace conquistate allora a così caro prezzo? Dove sono nell’Italia riscattata dalla Resistenza, nell’Europa nata dalla speranza e dalla visione dei sopravvissuti, nel mondo globale così carico di sfide?
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia guarda all’oggi, alla crisi della democrazia, alle guerre, al cammino dei popoli verso un destino migliore, alle lotte per la libertà. Si domanda quale debba essere il suo impegno: testimoniare, diffondere conoscenza, sostenere la coscienza civile del Paese. Nel tempo nuovo dello smarrimento, della debolezza della politica, della comunicazione veloce. La nostra vigile attenzione è rivolta oggi innanzitutto al manifestarsi di pulsioni populiste, razziste, autoritarie nelle nostre società democratiche. Società pervase dalla paura, dall’incertezza, dalla sfiducia nella politica e nel futuro.
Nella morte gli uomini sono tutti uguali, ma per la Storia NO! Non possiamo e non dobbiamo dimenticare le migliaia di vittime innocenti dello stragismo nazifascista, tantomeno mettere tutti sullo stesso piano, vittime e carnefici. Ricordo a tutti i presenti che le principali città del nord Italia come Torino, Milano e Genova, furono liberate dai Partigiani che scesero dalle montagne e per primi con l’aiuto della popolazione, misero in fuga le forze nazifasciste. Seguì l’arrivo degli alleati che permisero il ripristino della giustizia, del diritto alla vita e alla pace sociale. E’ un dovere ricordare una persona straordinaria come il medico Partigiano Dott. Agostino Vanelli (a cui è stata dedicata la sala consiliare di Saronno) è stato il primo Sindaco di Saronno che ha saputo risollevare dalla fame e dalla miseria la popolazione saronnese provata dalla guerra e dall’occupazione nazifascista.
Perché è un dovere ricordare? Perché altrimenti si rischia di patrocinare e di ospitare, come avvenuto alcuni mesi fa, anche nella nostra città, manifestazioni organizzate da esponenti razzisti e xenofobi, con l’esibizione di eventi sportivi o musicali. Ricordo inoltre che quando l’Italia è uscita dalla guerra, tutti gli italiani potevano essere considerati profughi, ogni famiglia doveva provvedere al superamento dei lutti, della miseria e avere un’assistenza in grado di garantire la sopravvivenza. 32 profughi oggi, a Saronno, non possono rappresentare una minaccia o tantomeno una “finta accoglienza”. Si dovrebbero vergognare coloro che mettono sullo stesso piano “clandestini” e “profughi”. Quello che si sta perpetrando nei confronti dei profughi, è un’offesa all’azione della prefettura, contrasta con l’articolo 10 della nostra Costituzione Italiana e vanifica gli sforzi di tutte quelle associazioni come la Caritas, Amnesty International, che si battono per il rispetto dei Diritti Umani e la dignità delle persone che fuggono dalle guerre e dalle dittature. Una delle conquiste che permise all’Italia di emanciparsi e di avere un ruolo importante in Europa, fu il voto alle donne. Dal 2 giugno del 1946 a oggi, sono passati settant’anni. I femminicidi ahimè, riportati dalle cronache dei giornali e dai TG italiani, sono una realtà che pesa sulla coscienza collettiva.
Infine, l’Anpi è per l’affermazione di una Europa descritta nel sogno dei padri fondatori dell’Unione. Nello specifico, nonostante tutte le difficoltà, occorre che trovi nuova forza dalle sue radici, e viva oggi quel sogno nei suoi valori democratici, nell’affermazione del diritto, dell’accoglienza, del rispetto, della solidarietà e della pace. Perché questa è la sua vocazione, dopo l’immane tragedia del Novecento che ha posto lo spartiacque tra civiltà e barbarie.
W l’Italia! W il 25 Aprile! Ora e sempre Resistenza!
25042016
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Commenti
dai che forse tra 4 anni potrete di nuovo essere felici e contenti…nel frattempo buon divertimento