Nuovi responsabili ospedale, le interviste. Roncoroni (Neurologia): “Aprire ambulatorio Parkinson”

SARONNO – Mauro Roncoroni è il nuovo responsabile della Neurologia dell’ospedale di piazza Borella a Saronno. Il medico guida una squadra composta da 7 neurologi ai quali sono affidati, oltre alla gestione delle urgenze e dei letti di degenza, anche la gestione degli ambulatori specialistici e dei servizi diagnostici, ciascuno per la propria specifica competenza.
Che progetti ha in animo per Saronno?
“L’apertura di un ambulatorio dedicato alla Malattia di Parkinson, l’implementazione dei servizi offerti all’utenza con un maggior numero di visite ed esami a disposizione per le prenotazioni, l’istituzione nel tempo della guardia attiva divisionale (per far sì che la Stroke Unit aumenti ancor più la propria attività inserita nel circuito dell’emergenza/urgenza), un maggior collegamento con il territorio sia tramite l’attivazione della telemedicina sia attraverso una maggior collaborazione con i medici di Medicina generale e le associazioni dei malati – risponde -. Il mio obiettivo è proprio quello di migliorare l’interazione fra Ospedale e territorio, fra gli operatori della Divisione di Neurologia, i Medici di Medicina generale, le associazioni dei pazienti e non da ultimo le singole persone”.
Roncoroni ha maturato una vasta esperienza nella Medicina territoriale, come ricorda: “Agli inizi della mia attività ero inserito in quello che allora era chiamato “Servizio per l’organizzazione dei servizi sanitari di base”: tramite i distretti e i Medici di base venivano fornite assistenza e prestazioni sanitarie, a livello territoriale, ai cittadini. Ricordo ad esempio le “Unità Alzheimer”, tramite le quali era possibile avere al proprio domicilio la visita del neurologo, del geriatra e dello psichiatra; ancora, la Medicina scolastica, con gli screening sui ragazzi della scuola dell’obbligo, sia in ambito neuropsichiatrico ma non solo. Esisteva allora uno stretto contatto fra ospedale e territorio: un’integrazione in cui credo molto, nell’intesse delle persone ma anche delle strutture sanitarie. Cure ospedaliere e medicina territoriale vanno viste e sviluppate come un tutt’uno, non ci può essere dicotomia fra le due, non ci può essere competizione o rivalsa dell’una sull’altra, ma l’una e l’altra devono essere, fatta salva la specificità, un’unica coordinata attività nell’interesse delle persone che devono vivere come un continuum le cure ospedaliere e la medicina territoriale e viceversa. E‘ un problema di mentalità che va cambiata, soprattutto in noi operatori sanitari”.
La Neurologia è chiamata in causa dal Sars-CoV-2.
“Il mio reparto è attualmente inserito in quello che è il follow up delle persone che si sono malate di coronavirus, e che hanno avuto sequele neurologiche, così come è stato ed è attivamente tuttora coinvolto nella cura dei malati ricoverati per covid-19”.
E quando non lavora in Ospedale?
“Amo la lettura (il mio autore preferito Andrea Vitali), le passeggiate in montagna e la pesca. Sono un camperista convinto e mi diletto di cucina”.
12022021